Giacomo Giovanni Casanova 30/07/2003 Duecento anni ormai separano le gesta tue amatorie in quei canali fluire irruento di passioni rimaste attraccate a quelle bricole di solitudini eccitate di tramonti sottratti ai piaceri. Venezia del 700 sfiorita capitale sole oscurato fra i Piombi* umidi e topi in abito di taffetà merletti camicia a sbuffi e cappello a piuma bianca. Venditore libertino di piaceri. Eppure regalavi sogni a modo tuo carnali. Amatore forse umile anche se rude che la tua mano lasciò più tracce sopra quei corpi nudi e quei rii assenti. Nella nebbia estiva l'arlecchino svanisce danzando fra nebbie arse. Sulla laguna un fìore di scheletro galleggia drappeggio di sfarzi fra le vesti delle tue amate nobildonne. Il soffio che ancora sfiora le calli e quei palazzi. E' forse il tuo caldo mantello galeotto? Roberta Vasselli Venezia, 30 luglio 2003 *I Piombi erano le prigioni, di Venezia, costitite da celle in cui non si poteva stare ritti, situate sotto i tetti di Palazzo Ducale ricoperti di piombo.